![]() |
| P.za del Popolo - Pesaro |
Gentile Sindaco,
sono il direttore del coro gay bolognese Komos. Come forse ricorderà, qualche tempo fa il concerto che da mesi eravamo stati invitati a tenere all'interno della rassegna Vespri d'Organo a Cristo Re è stato annullato in maniera improvvisa e piuttosto maleducata dall'arcidiocesi di Pesaro, principale ente finanziatore della rassegna. In quell'occasione, se il vicepresidente della Provincia ha criticato il gesto dell'arcidiocesi, due esponenti delle istituzioni locali, uno della maggioranza ed uno dell'opposizione, hanno applaudito, deprecando la scelta della direzione artistica della rassegna e la nostra stessa esistenza. Qualche settimana dopo tutto il comune ha bocciato l'istituzione di un registro delle coppie di fatto, un provvedimento utile anche alle coppie eterosessuali, ma visto in Italia come un'apertura verso gli omosessuali.
Il messaggio che le istituzioni pesaresi mandano alla popolazione è molto chiaro: a Pesaro è del tutto legittimo pensare che l'omosessualità sia qualcosa di osceno che deve essere nascosto. Ora una coppia di due ragazzi gay è stata aggredita a Pesaro. Sono abbastanza convinto che perfino il vicepresidente del consiglio comunale Tartaglione pensi che picchiare la gente non sia tanto civile. Ma sono anche convinto che, mentre si sporcavano le mani prendendo a pugni i due invertiti, i tre aggressori sentivano la forza di tutta una società dalla loro parte. Come si dice, si punisce uno per educarne cento, no?
Capisco benissimo che c'è una Codice Penale in questo paese, ma, se per disgrazia si arrivasse a identificare questi tre eroi, penso che sarebbe il caso di fare un'eccezione. In fin dei conti, forse con troppa irruenza, hanno voluto interpretare i vostri ordini.
Ogni azione ha delle conseguenze e tanto più se viene compiuta da qualcuno che ha un ruolo istituzionale. Bisogna avere il coraggio di prendersi le proprie responsabilità. Vi fu un tempo un altro eroe italiano, di cui fino a qualche tempo fa si diceva male ma oggi è celebrato come grande statista, che il 3 gennaio 1925 pronunciò alla Camera queste parole, piene di verità:
"Se tutte le violenze sono state il risultato di un determinato clima storico, politico e morale, ebbene a me la responsabilità di questo, perché questo clima storico, politico e morale io l'ho creato".
Paolo V. Montanari
sono il direttore del coro gay bolognese Komos. Come forse ricorderà, qualche tempo fa il concerto che da mesi eravamo stati invitati a tenere all'interno della rassegna Vespri d'Organo a Cristo Re è stato annullato in maniera improvvisa e piuttosto maleducata dall'arcidiocesi di Pesaro, principale ente finanziatore della rassegna. In quell'occasione, se il vicepresidente della Provincia ha criticato il gesto dell'arcidiocesi, due esponenti delle istituzioni locali, uno della maggioranza ed uno dell'opposizione, hanno applaudito, deprecando la scelta della direzione artistica della rassegna e la nostra stessa esistenza. Qualche settimana dopo tutto il comune ha bocciato l'istituzione di un registro delle coppie di fatto, un provvedimento utile anche alle coppie eterosessuali, ma visto in Italia come un'apertura verso gli omosessuali.
Il messaggio che le istituzioni pesaresi mandano alla popolazione è molto chiaro: a Pesaro è del tutto legittimo pensare che l'omosessualità sia qualcosa di osceno che deve essere nascosto. Ora una coppia di due ragazzi gay è stata aggredita a Pesaro. Sono abbastanza convinto che perfino il vicepresidente del consiglio comunale Tartaglione pensi che picchiare la gente non sia tanto civile. Ma sono anche convinto che, mentre si sporcavano le mani prendendo a pugni i due invertiti, i tre aggressori sentivano la forza di tutta una società dalla loro parte. Come si dice, si punisce uno per educarne cento, no?
Capisco benissimo che c'è una Codice Penale in questo paese, ma, se per disgrazia si arrivasse a identificare questi tre eroi, penso che sarebbe il caso di fare un'eccezione. In fin dei conti, forse con troppa irruenza, hanno voluto interpretare i vostri ordini.
Ogni azione ha delle conseguenze e tanto più se viene compiuta da qualcuno che ha un ruolo istituzionale. Bisogna avere il coraggio di prendersi le proprie responsabilità. Vi fu un tempo un altro eroe italiano, di cui fino a qualche tempo fa si diceva male ma oggi è celebrato come grande statista, che il 3 gennaio 1925 pronunciò alla Camera queste parole, piene di verità:
"Se tutte le violenze sono state il risultato di un determinato clima storico, politico e morale, ebbene a me la responsabilità di questo, perché questo clima storico, politico e morale io l'ho creato".
Paolo V. Montanari

Nessun commento:
Posta un commento